La Kabbalah si racconta

Quante volte abbiamo sentito dire che la Kabbalah è il passatempo dei VIP, della gente che non ha altro da fare se non perdere tempo dietro le stupidaggini. O ancora, quanti identificano la Cabala come il manuale da consultare per tentare i numeri fortunati alle lotterie o alle previsioni astrologiche? Non c’è nulla di più lontano dal vero. La Kabbalah o Cabala è una disciplina teologica molto cara all’ebraismo, ma anche a tutte le religioni monoteiste.

Il diario di Dio

Sono nato, perché? Partecipo alla grande avventura degli uomini, perché? Perché c’è un qualcosa invece di niente? La vita ha un senso o è una parentesi tra due niente? Entrare nel tempo è partecipare all’essere. La differenza tra niente e qualcosa è la vita, è la storia, è la coscienza che possiamo averne. Il tutto è un rebus, un indovinello, un interrogativo irrisolto, un enigma. Per andare il più lontano possibile in questo enigma abbiamo una sola risorsa, il nostro pensiero e la conoscenza. Sant’Agostino diceva: “credo perché è assurdo”. Quel che c’è di bello con Dio è che la familiarità con lui non è riservata a quelli che sanno. Dio è un’idea pura in un mondo diverso dal nostro.

Distinguere e unire

Tutto accade come se il movimento naturale della creazione consistesse nel distinguere e nell’unire. Prima nel distinguere. Poi nell’unire. Unire di nuovo ciò che prima è stato distinto. Il mondo è fatto di elementi diversi che coesistono nello spazio e che si succedono nel tempo. Ogni vita, dalla più umile alla più complessa, è un aneddoto tra ereditarietà e ambiente. Una storia individuale con un inizio e una fine, e un destino. La Kabbalah mette in risalto quello che crediamo il più banale dei miracoli, la vita.

copertina.acs

Che luce sia!

La luce apre il Libro della Creazione. E’ con la luce che si costruisce l’universo. La luce! Non i colori! La luce permette al mondo di essere creato, visto, misurato, capito e spiegato. Il legame tra la luce dell’universo e le luci della mente è un miracolo permanente. “La cosa più incomprensibile è che il mondo sia comprensibile”, diceva Einstein. L’Aperitivo con la sapienza è aprire il diario di Dio e leggervi i suoi pensieri, le sue intimità, la sua umanità e la sua infinita dolcezza. E’ leggervi la sua grande debolezza: l’uomo. Ma anche il suo grande sogno: l’uomo che diventa finalmente Sua Immagine e Somiglianza.

La vita è bella

Accade alle volte che è crudele. Ma è bella. E per un motivo o per un altro, beneficiati da un miracolo continuo, ci siamo attaccati. Questa bellezza e questa esistenza escono dal niente e ci conducono all’essenza piena di noi stessi. Conducono l’io all’umanità, e viceversa. “In questo andare e tornare c’è un grande sogno di bellezza: il mondo. E in questo grande sogno, un altro sogno che è la vita. E in questo sogno, ancora un sogno che è la nostra esistenza. Tutti questi sogni non hanno senso ai nostri occhi, sono assurdi; eppure a rifletterci bene, sono più assennati di noi”, rispondeva Jean d’Ormesson a chi gli chiedeva conto del suo apparente ateismo.

Aperitivo con la sapienza

Nessuno è capace di sfuggire alla vertigine che ci prende di fronte al mondo e di fronte al nostro destino. Non smettiamo mai di scontrarci con l’incomprensibile. Ciò che è impossibile è pretendere che le cose rimangano come sono e non ci si debba fare della domande. Con Dio o senza Dio, siamo sprofondati nel mistero. Tutto è un mistero. E siccome il tempo passa e la fine si avvicina, il mistero è il nostro destino. Aperitivo con la sapienza capovolge questa tesi e ci mostra come la scoperta, l’entusiamo, la creazione, l’amore, la carità, la gioia brillino di Dio e il suo splendore fa brillare i nostri occhi prigionieri. Dio sa cosa deve fare. Non siamo più orfani, tutto ha un senso.

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