Bianco, quando tendenza e spiritualità si incontrano

Il colore è il biglietto da visita dell’età personale, e perciò è il diario della propria storia. Parlare di colore significa parlare di emozioni, di un linguaggio in grado di evocare sensazioni di piacere, di benessere, di entusiasmo e di vitalità.

Per questo ogni pagina del nostro diario coincide con passioni, più o meno violente, che ne hanno caratterizzato un preciso istante. Le passioni trasmesse dai colori che ci circondano, ci influenzano. In un modo o nell’altro, influenzano lo stato d’animo e la psiche.

EFFETTO PSICHE

Il colore ha un effetto incredibile sulle persone, sull’umore, la percezione e anche sulle scelte. Comprendere questo, è utile per riequilibrare l’armonia in noi, perfino nei momenti bui. Tra tutti i colori dello spettro solare il bianco è senza dubbio quello che rischiara di più la vita e il carattere.

Il bianco deve il suo effetto psichico positivo all’orientamento verso il diurno e il chiarore, esprimendo così il colore delle grandi divinità della luce. Proprio dalla radice div = risplendere, nelle lingue indo-germaniche, si è sviluppato il concetto di divinum = divino. Il colore solare diviene quindi rappresentazione della rivelazione, della grazia, della coscienza diurna illuminata.

Il bianco dell’alba mischiandosi infatti con il colore del sole da’ vita al giallo dell’oro, preziosità e purezza allo stato puro. Ecco spiegato il perché dell’accostamento dei due colori sulla bandiera del Vaticano (Chevalier, Gheerbrant).

Gran parte del nostro vissuto psicologico del bianco trova la sua spiegazione nella luminosità dell’alba e nel chiarore lunare, l’inizio e la fine della vita diurna. Per tale ragione, in numerose popolazioni è il colore dell’Est o dell’Ovest, i luoghi dove ogni giorno nasce e muore il sole.

Nell’Antico Testamento, Daniele così descrive la visione di Yahweh: “l’Antico di giorni si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana pura”, (Daniele 7,9).

Il bianco quindi è un invito a connettersi con tutte le possibilità del creato, dove l’immaginario interiore ci esorta a svolgere le attività creative con movimenti fluidi, affinché ogni movimento divenga una meravigliosa e continua creazione.

Capelli bianchi
L’Antico di giorni si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana pura”, (Daniele 7,9).

IL COLORE NEI SECOLI

I colori, nelle varie epoche e nelle diverse culture, hanno assunto significati e simbologie differenti. Il significato del colore non è una scienza esatta, perché è soggetta a situazioni e stati personali particolari.

Però è possibile individuare delle caratteristiche generali e dei riferimenti specifici che possono fornire un quadro preciso delle simbologie più usate. È nei secoli del Basso Medioevo (XII-XIII-XIV) che si diffonde l’uso dei vari colori.

Si credeva che accentuassero il valore simbolico della luce e della bellezza interiore. Ed erano considerati emanazione divina, secondo le tesi filosofiche della patristica medioevale. Nei secoli precedenti al Mille, si erano utilizzati solo i tre colori polari: bianco, rosso e nero.

Questi tre colori sono presenti in tutte le civiltà, e perciò considerati archetipici. Dal 1200 in poi l’uso dei diversi colori diviene sempre più diffuso nell’arte figurativa, nelle vetrate cloisonnées, nelle miniature, nell’araldica e nel costume, sia femminile sia maschile.

In questo periodo alcuni religiosi cristiani importanti, come San Bernardo, associano il colore all’esaltazione dell’avvenenza femminile. Altri, come San Bernardino da Siena, condannano gli strascichi della abbigliamento femminile paragonandoli alla coda di Satana.

Tuttavia pochi censurarono le abitudini di moda. Due eccezioni però faranno capolino nel 1300: il divieto delle ampie scollature per le signore veneziane, che adottano le cipriote, abiti che lasciano sporgere generosamente i seni; e le riserve di alcuni cronisti medioevali che criticano l’uso maschile di indossare calza-brache tanto aderenti da far risaltare gli attributi maschili.

Ma il Rinascimento è alle porte e la bellezza e la sontuosità dei tessuti, la varietà delle fogge e dei colori esploderanno sia nel costume che nell’arte, diffondendosi dalle corti italiane in tutta Europa.

LE PASSIONI DELLA BELLEZZA

La luce bianca è composta da tutti i colori dello spettro solare. E proprio perché contiene tutte le tonalità della natura, se vogliamo riequilibrare la personalità per renderla integra e completa, dobbiamo aggiungere un pizzico di bianco in più al nostro ambiente e a ciò che indossiamo. Se non si riesce ad influenzare lo stato d’animo dall’interno verso l’esterno, allora lo si deve fare dall’esterno verso l’interno.

Il bianco contiene le vibrazioni della pace, dell’amore, della calma e della premura. Il bianco è soprattutto il colore dell’innocenza. Vestirsi di bianco aiuta le qualità interne dell’anima ad emergere.

Per questo coloro che cercano le qualità della purezza, si vestono di bianco. Per ricordare a sé stessi, e alla propria anima, che è doveroso rimanere sempre puliti e senza macchie.

Gli abiti dei leader spirituali sono bianchi per questa ragione. Il bianco è il colore spirituale per eccellenza. E’ il colore degli angeli, il colore della purezza, il colore della pulizia. Ma più di tutto, il bianco riflette e respinge l’energia negativa.

Chi ama il bianco rivela una spiccata tendenza al fatalismo, ma esprime soprattutto creatività e immaginazione. È il colore di chi dona, di chi benedice e di chi diffonde luce. Di chi ha il continuo desiderio di cambiamento e viene stimolato dalle novità che la vita gli offre.

Egli ha grandissima fiducia negli altri, e in tutto ciò che il futuro gli può riservare. Però, al tempo stesso, si crea facilmente delle illusioni e pecca di ingenuità. Al contrario del nero, che esprime l’energia della mancanza ed assorbe la luce.

Non è un caso che i camici dei medici siano bianchi. I medici sono visti come esseri divini che curano le malattie e riportano in vita i moribondi. I politici indiani che affermano di avere un carattere limpido, cioè non corrotto, usano questo colore e indossano i tipici abiti bianchi per elevare la loro immagine.

Il bianco è anche il colore preferito da molti pellegrini in tutto il mondo; denotare infatti semplicità, umiltà e purezza.

medici clown
I medici sono visti come esseri divini che curano le malattie e riportano in vita i moribondi.

L’Iniziazione cristiana e la rigenerazione dell’anima cominciava con la scena della morte mistica. Il misto era vestito per questa occasione di bianco, e per otto giorni i neofiti della primitiva Chiesa portavano un abito bianco, simbolo di innocenza, purezza, iniziazione celeste e verità. Il colore bianco è il simbolo dell’unità divina.

L’abito da sposa non può che essere bianco per indicare ai presenti che la sposa è pura e casta come neve fresca! In oriente, l’abito bianco della sposa non significa solo purezza, ma anche la morte rituale della sposa per i genitori, in procinto di perdere la figlia, e al tempo stesso il passaggio-rinascita della giovane nel contesto della nuova famiglia.

Il bianco in molte culture è il primo e l’ultimo colore di cui il corpo viene adornato, dalla nascita alla tomba.

Abito da sposa bianco.
L’abito da sposa indica ai presenti che la sposa è pura e casta come neve fresca!

SIMBOLOGIA E SIGNIFICATO

In tutte le religioni il bianco è simbolo della divinità. Evoca la purezza, la verginità, la spiritualità, la luce lunare. Ma la simbologia primaria è quella della luce, elemento fondamentale dei miti della creazione.

Il cristianesimo associa la luce alla realtà spirituale, dice infatti Gesù: ”Io sono la luce del mondo, chi mi segue non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”, (Giovanni 8,12). Il colore bianco, inoltre, è simbolo del Paradiso e dell’Eternità. È il colore dei sentimenti nobili.

Per questo è associato alla pienezza e alla sacralità della vita. In molte culture i sacerdoti e i fedeli si vestono di bianco nelle cerimonie sacre. Perché il bianco è associato al collegamento con il divino, e tramite questa connessione la spiritualità rappresenta la via della saggezza e dell’illuminazione.

Il bianco è il colore della luce, della creazione. Rappresenta la purezza e il giorno. Il principio stesso della vita.


Per la maggior parte delle tradizioni nel mondo il bianco è un colore estremamente positivo. È il ponte che unisce l’uomo all’universo e al quotidiano del mondo.

Il bianco, in quanto colore dell’interezza e delle divinità assolute, si presta in modo pregnante ad esprimere il Sé, l’uomo totale, l’individuo realizzato nella sua totalità, in quanto Sé e Dio.

Anche Jung parla del bianco come un momento evolutivo ed esistenziale: “è il grado più elevato che la meditazione umana possa mai raggiungere. Il che non significa che io creda che Dio è il Sé o che il Sé sia Dio. Affermo solo che tra di essi esiste una relazione psicologica“.

Il bianco, in quanto colore dell’interezza e delle divinità assolute, si presta in modo pregnante ad esprimere il Sé, l’uomo totale, l’individuo realizzato nella sua totalità, in quanto Sé e Dio.

Il bianco, il chiarore dell’alba è il ponte che unisce l’uomo all’universo e al quotidiano del mondo.

Per il colore bianco la manna richiama il seme maschile. Il kabbalista Moshè ben Nachmàn (sec. XII) afferma che: “la manna proviene dalla luce superiore, che si è materializzata per volere divino”.

Un altro cabalista, Moshè Cordovero, dice anche che: “la manna, in quanto parte del connubio tra principio maschile e principio femminile, evoca una realtà nella quale l’energia maschile raggiunge la femmina”.

Nelle fiabe indica la luce del giorno, la salvezza dell’eroe, l’intervento di una forza benefica. Nella mitologia è il colore delle creature speciali, quelle che attraversano il confine tra il reale e l’immaginario. Il bianco da una connotazione positiva anche a esseri notoriamente malefici.

La meraviglia del mondo.
Amo questo mondo perché riesce a stupirmi ogni giorno.

FUNZIONE MAGICA DEL BIANCO

Nelle diverse civiltà l’insieme dei colori ha sempre avuto un’attrazione particolare perché visto come fenomeno legato al possesso di poteri magici. L’arcobaleno, ad esempio, rappresenta il ponte che lega la sfera spirituale del mondo, l’alto, a quella materiale, il basso.

Nel libro della Genesi ebraico-cristiana, l’arcobaleno infatti sancisce il patto tra Dio e gli uomini alla fine del Diluvio. Sulla terra invece corrispondiamo tale luminosità nelle pietre preziose, che sono viste ed utilizzate come cariche di poteri.

L’uso esoterico dei colori ha funzione decorativa, simbolica e magica. In Mesopotamia tale potere veniva esemplificato nello Ziqqurat, tempio dedicato alla divinità, a base quadrata. Ogni piano era di colore diverso e dedicato ad un pianeta differente. Gli angoli dell’edificio erano orientati verso i punti cardinali, visione astrale della determinazione del destino.

In Egitto il colore rappresentava l’essenza stessa delle cose. Il sacerdote era il sommo conoscitore di magia, medicina e conoscenza del sacro. La scrittura geroglifica era rappresentazione e comunicazione magico-sacrale: inchiostro nero per valenze positive, inchiostro rosso per quelle negative.

In Palestina erano molto utilizzati gli amuleti, avevano incisi lettere e simboli in oro o argento. Il Pettorale del Giudizio del Sommo Sacerdote era costellato di 12 pietre di colore diverso in un ordine ben stabilito: 4 per 3. E rappresentavano le costellazioni, i mesi dell’anno e le 12 tribù palestinesi.

In Grecia, con una visione più razionale, la divinazione constava nell’interpretazione dei fenomeni, esteriori ed interiori che apparivano o si sognavano attraverso i colori; soprattutto quando questi accadimenti riguardavano gli esseri viventi.

In Etruria il colore erano una vera e propria scienza, senza la loro conoscenza non si potevano esercitare le arti magiche e divinatorie: ad esempio, analizzare il colore e la consistenza delle viscere degli animali.

Il colore stimola il cervello in modi diversi. Gli egiziani e cinesi in passato si servirono dell’effetto del colore bianco al fine di guarire o favorire determinati stati di coscienza o stati emotivi.

Le azioni che rendono puri gli animi sono fatte di bianco e di luce. Ardere nel fuoco, ad esempio, fa ottenere l’immortalità, fa raggiungere il bianco divino.

Indossare vesti bianche significa candore, purezza, integrità di chi può accedere alla forza illuminante di ragione e verità. Il bianco-luce è il simbolo dell’epifania divina.

I fenomeni naturali violenti, lampi e fulmini, hanno fatto sì che gli uomini credessero fossero il mezzo attraverso il quale Dio si manifestasse loro.

Induismo e pazienza.
La legge non scritta dell’India è la pazienza. Il bianco è il suo emblema.

È un particolare momento di transizione. La vita infatti non muore, si trasforma. Sia il nero sia il bianco segnalano il passaggio tra la fine di un ciclo e l’inizio di un altro.

L’uomo da sempre ha avvertito questa particolare tensione interiore della natura e ne ha fatto specchio di stati d’animo e di fasi critiche e significative dell’esistenza, tradotte in simboli e riti di passaggio.

Si pensi all’abito nero, in occidente, per esprimere non solo il lutto, ma anche la necessità di raccoglimento per recuperare energie e aprirsi a nuove prospettive, a un cambiamento radicale.

Lo stesso vale per il bianco, simbolo di vita per eccellenza, di illuminazione e trasformazione, che in oriente assume un significato luttuoso di trasformazione, presente anche nell’antico rito giapponese del matrimonio.

Il bianco che tutto ricopre, quando la neve stende il suo mantello per proteggere i semi preziosi della vita, viene spontaneamente associato all’idea di silenzio.

Non ci troviamo però di fronte ad uno scenario muto. Se ascoltiamo con il cuore, possiamo sentire levarsi un inno sacro: è il canto del silenzio. È simile a una voce, una misteriosa voce, che fa dire a Kandinskij: «Il silenzio non è morto, ma trabocca di possibilità vive».

IL BIANCO NELL’ARTE

Il bianco nelle fiabe
Il bianco nelle fiabe rappresenta l’eroe per eccellenza. L’immortale.

Bianco. Un non-colore. Ma anche l’insieme di tutti i colori possibili. E bianco su bianco? Come potrà delinearsi una forma o una figura se si confonde con lo sfondo?

Il bianco ci colpisce come un grande silenzio che ci sembra assoluto”, diceva Kandinsky.

Il bianco è assenza di suono. È il luogo della purezza, il luogo del niente, il luogo dell’invisibile.

Il bianco, dunque, può raccontare storie di silenzi, di nascondimenti, di sottrazioni progressive fino alla soglia del nulla. Ed è proprio con un esercizio di estrema astrazione che comincia tutto quanto.

È straordinaria la ricchezza del nulla rappresentato dal bianco. Perché dietro quel nulla sembra che non sia niente, invece c’è qualcosa che è invisibile. Che attrae ed inquieta.

Nella sua essenza, il bianco non è tanto un colore quanto l’assenza visibile del colore e, al tempo stesso, la fusione di tutti i colori. È forse per questi motivi che il bianco incolore diventa il bianco multicolore dell’ateismo dal quale fuggiamo.

Sin dall’antichità il bianco nei primi piani è stato di largo impiego, perché il suo accostamento ad altri colori riesce a rafforzare le tonalità ed i contrasti.

Proprio per l’eccessivo uso del bianco, molti artisti del passato sono stati contrari al suo utilizzo, perché lo ritenevano molto pericoloso e perché bisognava far attenzione a non mescolarlo con altri colori, per non correre il rischio di impoverirli, sia in purezza sia in energia e vivacità. Tra questi Tiziano e Rubens.

Il bianco è notorio indica la fede e la purezza. Raffaello in Vaticano, nell’allegoria della Teologia, la fa vedere vestita di una tunica rossa (carità), di verde manto (speranza) e di bianco velo (fede).

Le pitture cristiane del medioevo rappresentano l’Eterno vestito di bianco, e di bianco è il Cristo risorto (Marco 16,5; Luca 24,4; Giovanni 20,12).

Con il bianco i pittori mistici indicano il Verbo.

ESTETICA DEL BIANCO

Il bianco è intuizione pura. Ossia scevra di ogni elemento concettuale. Per questo plasma e dà forma alle sensazioni. Le fissa in immagini senza pronunciarsi sulla loro verità o falsità, le esprime. È un momento fondamentale dell’attività dello spirito.

Intuizione è espressione del bello interiore, dunque forma e sintesi: “Ogni vera intuizione o rappresentazione è espressione. Ciò che non si oggettiva in una espressione non è intuizione o rappresentazione, ma sensazione e naturalità. Lo spirito non intuisce se non facendo, formando, esprimendo. Chi separa intuizione da espressione, non riesce mai più a congiungerle”.

Benedetto Croce soleva affermare che “l’atto estetico è forma, e nient’altro che forma”.

E proprio nella sua capacità di dar forma al sentimento risiede la funzione di arte: “Elaborando le impressioni, l’uomo si libera da esse. Oggettivandole, le distacca da sé e si fa loro superiore. La funzione liberatrice e purificatrice dell’arte è un altro aspetto e un’altra formula del suo carattere di attività. L’attività è liberatrice appunto perché scaccia la passività”.

Ogni forma espressiva è linguaggio. E il linguaggio è essenzialmente libera creazione. L’arte è dunque essenzialmente intuizione, espressione. È intuizione riflessa dell’essere. Il carattere intuitivo-espressivo dell’arte, e il suo essere parte integrante della vita spirituale, deriva sostanzialmente dalle immagini interiori, esistenti nelle anime che le creano o le ricreano.

Il fatto estetico si esaurisce tutto nell’elaborazione espressiva delle impressioni. Quando abbiamo conquistato la parola interna, concepita netta e viva una figura o una statua, trovato un motivo musicale, l’espressione è nata ed è completa. Non ha bisogno d’altro.

L’opera d’arte, l’opera estetica, è sempre interna. Ed essa nasce da un’idea che ha come sfondo un immenso oceano bianco.

Bianco e spiritualità
La luce bianca è intuizione pura. Lo Spirito intuisce la bellezza facendo, formando, esprimendo.

LA SAGGEZZA DEL BIANCO

Il bianco è il colore della saggezza e della vecchiaia. Le persone dalle chiome bianche rappresentano la saggezza per antonomasia. Il bianco è il simbolo della purezza, dell’innocenza e del pudore, perciò esprime anche un sentimento puro e sincero.

Ecco perché coloro che hanno capelli bianchi vengono rivestiti di una profonda tenerezza. Basta guardarli per capire qual è l’origine del loro fascino: la leggerezza.

Salomone ha scritto nel Libro della Sapienza,7,25 che “la Saggezza è l’emanazione radiante dell’onnipotenza divina, la purezza della luce eterna, lo specchio senza macchia delle operazioni di Dio e quindi l’immagine della sua bontà”.

Gli antichi attribuirono a Giove, padre degli Dei e degli uomini il colore bianco. Nella trasfigurazione sul Monte Tabor “il viso di Gesù era brillante come il Sole ed i suoi vestiti bianchi come la neve“, (Matteo 17,2).

Il bianco viene utilizzato anche per comunicare nuove notizie. La rosa bianca indica sia castità sia lealtà, per questo è la regina dei fiori e la ritroviamo quasi in ogni bouquet da sposa e nei vari allestimenti nunziali. È di buon augurio per una vita nella leggerezza, nella saggezza e nell’amore.

 

Il sito che stai navigando necessita di fondi per proporre articoli di qualità e di grande rigore scientifico. È nostro proposito migliorarlo sempre più. Se vuoi, fai un offerta. È un piccolo gesto di partecipazione da parte tua, ma per noi è vitale. Grazie.



LASCIA UN COMMENTO

%d bloggers like this: